Una pericolosa strategia made in UE

Il 12 novembre scorso la Commissione dell’Unione europea ha emanato una comunicazione in cui si rende nota la volontà di imporre una strategia affinché tutti i Paesi dell’UE si pieghino all’agenda LGBTQ.

La pericolosissima strategia vuole imporre l'integrazione giuridica a livello europeo e nazionale dei seguenti punti:

  • Introduzione del reato di "Omofobia" a livello europeo
  • Riconoscimento di fatto dei matrimoni omosessuali in tutti i paesi europei
  • Introduzione dell'educazione di genere nelle scuole
  • Cambio "di sesso" legale senza restrizioni di età - anche per i bambini!
  • Assegnazione di fondi alle associazioni LGBTIQ
  • Utilizzo del Fondo di recupero con particolare attenzione alla comunità LGBTIQ

Coloro che non seguiranno il diktat della nuova Europa arcobaleno saranno esclusi dai finanziamenti dell'UE, compreso il Fondo di recupero per affrontare la crisi Covid-19 e per imporre la loro dittatura LGBT intendono cancellare il "Veto" che ogni Paese ha nell'UE per proteggere i propri cittadini e la propria sovranità!

Alcuni Paesi si stanno già coraggiosamente ribellando, come la Polonia e l'Ungheria, che hanno posto il veto al Recovery Fund. L'Ungheria sta già promuovendo nuovi emendamenti per proteggere la famiglia naturale.

Helena Dalli, commissario europeo per l'uguaglianza e relatrice del testo, ha affermato che i paesi europei che non rispettano la strategia saranno multati, “Per l'UE, l'ideologia LGBT equivale allo "Stato di diritto". Un ricatto economico in tempo di crisi degno delle più scellerate dittature! La deriva ideologica dei burocrati europei è sotto gli occhi di tutti. Infatti, per imporre gradualmente il nuovo dogma LGBTQ, contenuto nella Strategia LGBTQ 2025, hanno intrapreso una vera e propria campagna di colonizzazione ideologica delle strutture istituzionali, tramite l’approvazione di due documenti non vincolanti, ma fortemente ideologici e persuasivi:

  • la Risoluzione “Unione Europea come zona di libertà LGBTQI” con cui si vorrebbe ottenere il pieno riconoscimento delle unioni gay in tutti i paesi europei per equiparare i diritti delle “famiglie arcobaleno” a quelle naturali, inclusi diritti di adozione per singles e coppie Lgbtq (per non parlare dello sdoganamento dell’utero in affitto);
  • Un glossario del “linguaggio sensibile” che ha lo scopo di introdurre il linguaggio del “politicamente corretto” all’interno dell’unione europea. Non si potrà più dire “padre” e “madre” ma “genitore 1 e 2”; non “utero in affitto” ma “gestazione per altri”: non “sesso biologico” ma “sesso assegnato alla nascita”; non “matrimonio gay” ma “matrimonio egualitario”.

Vogliono imporci la loro visione ideologica, cancellare la nostra cultura, la nostra identità nazionale, la biologia e persino le parole mamma e papà! Tutto questo con la costante minaccia di tagli agli aiuti economici a quegli stati che non si piegheranno al diktat LGBTQ europeo!

Vogliono perpetuare un vero e proprio abuso ideologico contro quegli Stati sovrani che hanno dimostrato fermezza e coraggio contro l'ideologia LGBTQ, negando loro il sostegno finanziario per combattere la crisi dovuta dalla pandemia.

Infatti, stanno usando la crisi covid per imporre a tutti i Paesi europei una nuova colonizzazione ideologica LGBTQ che distruggerà la nostra cultura, la nostra identità, la nostra fede.

Siamo d’accordo che non si devono creare discriminazioni ... ma in questo modo si vengono a discriminare le coppie “etero” e si rischia di creare conflitti ben peggiori di quelli che la UE vuole abbattere!