Sportello sostenibilità, notizie del 08/04/2021

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  • Come è cambiata la mobilità nell’ultimo anno? Il Rapporto Isfort illustra come la mobilità si è adeguata alle abitudini dopo l’ultimo anno.

L’Isfort (l’Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti) ha pubblicato il 17° Rapporto “Audimob” in cui illustra la situazione della mobilità nel nostro paese, e di come sia cambiata a seguito della pandemia nell’ultimo anno. Le abitudini quotidiane si sono infatti modificate, le persone prediligono spostamenti brevi ed effettuati soprattutto a piedi, questo cambiamento è dovuto principalmente alla modalità di smartworking, ma anche alla crescente voglia di stare all’aria aperta. In particolare, sono aumentati gli spostamenti sotto i due chilometri, che nel 2019 rappresentavano il 32% della mobilità, mentre nel 2020 sono aumentati fino al 40%. Muoversi per distanze più brevi ha grandi conseguenze sulla scelta dei mezzi. L’auto è comunque la prima scelta, secondo il rapporto, con una percentuale di scelta in diminuzione dal 62% al 59 %. Gli spostamenti a piedi invece passando dal 20,8 % del 2019 al 28,9 % dello scorso anno. Si registra anche un piccolo incremento per bici e monopattini, mentre i mezzi pubblici calano dal 10,8 % al 5,4 %. Questo cambiamento richiede capacità di progettare il futuro in maniera mirata, e una grande responsabilità a fronte della quantità delle risorse disponibili in questo momento. Risorse che, secondo di Isfort, andrebbero impiegate per favorire la mobilità green, potenziare il sostegno al trasporto pubblico, riorganizzare i flussi e dare maggiore impulso alla pianificazione, favorendo l’introduzione di figure come i mobility manager. Dallo studio emerge infine la positiva valutazione dei cittadini rispetto agli incentivi pubblici. L’80% concorda sugli incentivi per l’acquisto di auto nuove non inquinanti rottamando le vecchie, gli incentivi per l’acquisto di nuovi autobus elettrici o a combustibili green sono invece giudicati favorevolmente dall’81,3% del campione intervistato. 

  • VoiceGreen, il primo podcast dedicato alla sostenibilità. Ideato da Podcastory e COREPLA, Voicegreen è il podcast dedicato al mondo del green.

Voicegreen è un podacast d’informazione dedicato al mondo del green, ideato da Podcastory, la podcast factory italiana, e COREPLA, il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica in Italia. Il podcast è un appuntamento a cadenza settimanale che tratterà le novità e gli approfondimenti sul tema dell’ecosostenibilità, e che regalerà pillole sul mondo del riciclo, raccontato da chi se ne occupa di mestiere. Voicegreen ha in programma anche una puntata speciale, a cadenza mensile, in cui ospiterà le voci più green e influenti del momento. Si parlerà di ecodesign, consumo sostenibile, biocompatibilità e moda ecosolidale. Davide Schioppa, founder di Podcastory: “Se da sempre informare e intrattenere sono le finalità di un podcast, informare e intrattenere con contenuti di qualità sono le finalità di Podcastory. Non ci sono ambiti d’azione esclusivi o di nicchia. Ognuno può fare la propria parte, con i talenti e i mezzi di cui dispone. Con questa serie vogliamo non solo creare dibattito tra chi è già attivo nel mondo del green ma, se possibile, avvicinare chi reputa distanti, difficili, inutili tutte le azioni che è necessario intraprendere per salvare l’ecosistema. Alla luce degli ultimi disastri naturali, le coscienze individuali credo siano pronte”. “Oggi i buoni comportamenti in tema di ambiente fanno parte in maniera sempre più convinta delle pratiche quotidiane di un grande numero di cittadini”, dichiara Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla. “Noi, come Consorzio, siamo chiamati a fare in modo che questo già ampio target sia in continua crescita. Uno dei nostri obiettivi, da sempre, è mettere in atto iniziative e progetti volti a sensibilizzare il grande pubblico, anche attraverso nuove forme di interazione più immediate e dirette, perché ci rendiamo conto che sono il modo più efficace per dare concretezza alla nostra mission di coinvolgimento e sensibilizzazione della cittadinanza”, conclude Quagliuolo.

  • Tute da sci da scarti di mele e rifiuti oceanici. La linea di abbigliamento sportivo di One More, brand altoatesino ecosostenibile.

Abbigliamento sportivo e da sci in similpelle ricavato dagli scarti industriali delle mele dell’Alto Adige e da un filo di nylon rigenerato, interamente realizzato con rifiuti oceanici e di discarica, sono le innovazioni nel settore dell’abbigliamento ecosostenibile del brand di skiwear OneMore. Il brand è nato nel 2018 in provincia di Bolzano, composto da un team con oltre 20 anni di esperienza nel settore moda e con l’intento di rappresentare un esempio internazionale di design unito all’innovazione di prodotto e soprattutto a una forte vocazione alla sostenibilità. La loro impronta green si traduce nella ricerca di materiali riciclati o riciclabili, come AppleSkin, similpelle prodotta dagli scarti industriali delle mele provenienti per la maggior parte dall’Alto Adige, e nylon rigenerato dai rifiuti. A oggi questi tessuti ecologici sono utilizzati per una parte della produzione, ma l’obiettivo è diventare 100% green nei prossimi anni. Ad oggi OneMore, marchio registrato a livello internazionale, ha sviluppato una collezione completa uomo, donna e bambino da sci, ha raggiunto una presenza nei negozi di tendenza delle più note località sciistiche Europee e in quelle asiatiche di maggior rilievo. Nel 2020 ha servito 27 punti vendita sportivi in 13 Paesi nel mondo, 9 scuole sci, 11 sci-club e un atleta di Coppa del Mondo. Nell’ultimo anno hanno comunque mantenuto un trend di crescita in virtù del potenziamento dell’e-commerce e dell’operatività online. “Appleskin è stata inventata e brevettata da Frumat, azienda di Bolzano che da anni sperimenta le potenzialità della mela, frutto cardine dell’agricoltura locale”, racconta Helga Lazzarino, founder di  OneMore. “Per ottenerla si recuperano gli scarti della lavorazione industriale della mela: parte legnosa e bucce, torsolo e semi, in pratica tutto quello che rimane dopo la spremitura […] La nostra è la prima azienda a utilizzare AppleSkin nei capi sportivi” aggiunge Helga Lazzarino, “una grande sfida, perché si tratta di realizzare un abbigliamento che deve resistere a fredde temperature, raggi UV e abrasione. Noi la utilizziamo in abbinamento a tessuti tecnici: una sfida nella sfida. Abbinata ad altri tessuti dalle alte performance, permette ottimi risultati, tecnici ed estetici. In alcuni capi si palesa in piccoli dettagli, in altri è più protagonista”.

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