Sportello sostenibilità FITeL, notizie del 21/01/2021

#SportelloSostenibilitàFITeL → Notizie su #sostenibilità#sharingeconomy#rinnovabili #ambiente da #WeForGreen nella newsletter di giovedì 21 gennaio 2021:

 

  • Gli aerei elettrici stanno per prendere il volo

 Sono già in atto numerosi progetti per rendere l’aviazione ecosostenibile. Il trasporto aereo si sta preparando ad accogliere l’alimentazione elettrica come alternativa al carburante tradizionale. EasyJet e Aviation sono solo due delle imprese che hanno in cantiere la costruzione di un motore elettrico, innovazione che permetterà voli più silenziosi ed ecosostenibili, portando una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’aviazione. Già dal 2017 la compagnia britannica EasyJet ha intrapreso la progettazione di un aereo elettrico in grado di trasportare 180 passeggeri, stimando di renderlo operativo entro il 2027. Nel marzo del 2018, inoltre, la società israeliana Eviation ha presentato il prototipo di un aereo dotato di ben tre motori elettrici, chiamato Alice. Il suo primo volo è programmato per il 2022. Ispirandosi al settore delle automobili, i colossi Airbus, Rolls-Royce e Siemens stanno collaborando alla realizzazione di un aereo a motore ibrido. Il loro prototipo potrà trasportare circa 100 passeggeri e sarà pronto per il primo volo entro il 2030. L’innovazione del loro modello consiste nell’utilizzare un motore elettrico per alimentare una delle quattro eliche dell’aereo. Gli aerei elettrici producono circa la metà del rumore dei modelli tradizionali. Lo dimostra l’aereo leggero totalmente elettrico di AlpinAirPlanes, già in uso in una scuola di volo in Svizzera. Si chiama Pipistrel Velis Electro, è un aereo biposto e ha risolto i problemi di inquinamento acustico che disturbavano gli abitanti dell’area circostante la scuola.

  • Cibo d’asporto, gli italiani vogliono sostenibilità

Il 96% degli italiani chiede un packaging riciclabile per il cibo d’asporto, anche a costo di pagare di più. Pro Carton – Associazione Europea dei produttori di cartone – ha condotto un’intervista per approfondire il rapporto degli italiani con l’imballaggio del cibo d’asporto. Nel 2020 il consumo di cibo d’asporto è aumentato notevolmente, anche a causa delle limitazioni imposte alle attività di ristorazione. Di conseguenza sono aumentati i packaging da smaltire, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Dalla ricerca è emerso un notevole interesse per la sostenibilità. Il 96% degli intervistati vorrebbe packaging sostenibili e facili da riciclare, per questo Il 54% sarebbe anche disposto a pagare un prezzo maggiore. Il 56% degli intervistati, se possibile, pulisce e ricicla l’imballaggio d’asporto. Il 34%, invece, ammette di non riciclarlo mai o di farlo raramente. Tra le motivazioni che spingono questi ultimi a non differenziare il packaging per l’asporto troviamo: troppo complicato da pulire (55%), ingombro elevato (18%), non sapere cosa può essere riciclato e cosa no (17%), infine, il 12% sostiene di ordinare d’asporto appositamente per risparmiare tempo nel pulire e che sia troppo faticoso riciclare i contenitori. Gli italiani, come dimostra questa ricerca, sono propensi alla sostenibilità. I packaging del cibo d’asporto possono quindi essere un interessante punto di partenza per le attività che mirano a ridurre il loro impatto ambientale.

  • La seconda vita degli oggetti, un riciclo a emissioni zero

Riutilizzare gli oggetti significa compiere una scelta sostenibile. Il riciclo creativo è un’attività che permette di trovare un nuovo impiego per oggetti già utilizzati con l’aiuto di un po’ di creatività e inventiva. Questo modo d’intendere il riciclo comporta un maggiore coinvolgimento da parte del singolo individuo ed è anche sostenibile, infatti non necessita di una spesa di energia per trasformare i rifiuti in nuovi prodotti. Chi ricicla, solitamente, si occupa di fare la raccolta differenziata dei propri rifiuti, e in seguito chi gestisce la raccolta li smaltisce, consumando grandi quantità d’energia per ottenere nuove materie prime dagli scarti. Questo perché vetro, plastica, metalli e carta devono essere lavati, sminuzzati e lavorati per poter diventare nuova materia prima. Spesso però alcuni prodotti si possono utilizzare più volte, evitando così di causare ulteriore impatto ambientale. I barattoli in vetro, ad esempio, hanno una seconda vita come contenitori dopo aver finito il prodotto al loro interno. Per il vetro infatti basta un lavaggio per poterlo riutilizzare. Ponendosi in quest’ottica, i pallet rimasti dalla consegna di oggetti vari possono essere trasformati per costruire tavolini, vasi per piante o cucce per animali. Indubbiamente è utile essere pratici con gli utensili del fai-da-te e possedere qualche attrezzo. Inoltre, per dare una spinta alla propria creatività, internet è ricco di spunti e tutorial per creare nuovi oggetti con quelli che sarebbero diventati inevitabilmente rifiuti.

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