Sportello sostenibilità FITeL, notizie del 14/01/2021

#SportellosostenibilitàFITeL → Notizie su #sostenibilità, #rinnovabili, #ambiente e #sharingeconomy, da #CRTFITeLdelDucato post di giovedì 14 gennaio 2021: 

  • In Norvegia sorpasso delle auto elettriche: sono le più vendute. Prima volta nel mondo - In Norvegia sorpasso delle auto elettriche: sono le più vendute. Prima volta nel mondo. 

Nel 2020 hanno rappresentato il 54,3% degli acquisti superando i veicoli a benzina, diesel e ibridi che, nelle intenzioni del governo, dovranno sparire dal mercato entro il 2025. La Norvegia si avvia a diventare lo Stato più verde a livello globale per quanto riguarda il traffico di automobili. La nazione nord europea è diventata la prima al mondo in cui la vendita di veicoli elettrici ha superato quella di veicoli alimentate da motori a benzina, diesel e ibridi. Secondo i dati della Norwegian Road Federation (OFV) nel 2020 i veicoli elettrici a batteria hanno rappresentato il 54,3% di tutte le nuove auto vendute nel Paese, un record globale, in aumento rispetto al 42,4% del 2019 e un balzo in avanti fortissimo rispetto all'appena l'1% del mercato complessivo di dieci anni fa. Come racconta il Guardian la Norvegia, che è un grande produttore di petrolio, sta cercando di diventare la prima nazione a porre fine alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2025, e per farlo ha deciso di esentare completamente dalle tassazioni i veicoli elettrici, mantenendo invece delle imposte su quelli alimentati con combustibili fossili. In questo modo il governo ha trasformato il mercato automobilistico locale in un laboratorio per le aziende più innovative e che stanno puntando su soluzione verdi per il trasporto, portando nuovi marchi e modelli in cima alla classifica dei 'bestseller' negli ultimi anni. Il marchio Audi di Volkswagen è arrivato in cima alla classifica del 2020 con i suoi veicoli sportivi, la e-tron Sportback, dallo scorso anno le auto più vendute sorpassando sul mercato la Model 3 di Tesla, la prima in classifica nel 2019, e che ora è stata relegata al secondo posto.

  • Plastica 100% riciclata nelle bottiglie: legge di Bilancio dà l’ok - Via libera definitivo nella legge di Bilancio all'utilizzo del 100% di plastica riciclata per la produzione di nuove bottiglie e contenitori.

È arrivato anche in Italia, con la legge di Bilancio, il via libera all’utilizzo di sola plastica riciclata nella produzione di bottiglie. Superato in via definitiva il limite che voleva un utilizzo minimo (almeno il 50%) di plastica vergine. Grazie a uno degli emendamenti approvati con la legge di Bilancio si potranno produrre bottiglie grazie all’utilizzo di plastica rPet. Si tratta di un via libera definitivo, che va a stimolare l’economia circolare e superare sia i precedenti vincoli (divieto totale fissato nel 1973 e obbligo di utilizzo del 50% di plastica vergine risalente al 2010) che a quanto stabilito nel 2019 dall’emendamento Ferrazzi (utilizzo del 100% di rPet in via sperimentale per alcuni mesi). Il superamento del limite minimo di materia prima vergine non equivale però a un utilizzo indiscriminato di materie prime. Secondo quanto è specificato le bottiglie e i contenitori destinati a uso alimentare dovranno essere prodotti soltanto con rPet proveniente da unità a loro volta destinate a bevande (esclusi quindi i prodotti del riciclo di contenitori per detergenti o detersivi). Se da un lato risulta positivo il via libera definitivo all’utilizzo di sola plastica riciclata per la produzione di bottiglie e contenitori, dall’altro slitta di sei mesi il debutto della “plastic tax” sui prodotti monouso. Contrariamente a quanto ipotizzato negli scorsi mesi l’applicazione della plastic tax sui prodotti monouso scatterà a partire dal 30 giugno 2021 e non dal 1 gennaio dell’anno in corso.

  • Chiuso buco dell’ozono da record sopra l’Antartide - Si è chiuso con il 2020 il buco dell'ozono da record sopra l'Antartide, a darne notizia l'Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Si è finalmente chiuso a fine dicembre il buco dell’ozono da record al di sopra dell’Antartide. A comunicarlo è l’OMM, Organizzazione Meteorologica Mondiale, istituita il 23 marzo 1950 e con attuale sede a Ginevra (Svizzera). Una stagione eccezionale quella appena conclusa, ha proseguito l’OMM, che ha visto il buco dell’ozono raggiungere il 20 settembre il punto di massima estensione. Circa 24,8 chilometri quadrati la dimensione maggiore, con la “copertura” di buona parte dell’Antartide. Una condizione frutto sia di particolari condizioni naturali, aggiunge l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, ma anche “della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera”. Per quanto riguarda le condizioni naturali e climatiche che hanno portato alle dimensioni record toccate a settembre l’OMM ha affermato si sia trattato della combinazione di temperature molto fredde all’interno della stratosfera (fascia compresa tra 10 e 50 chilometri circa di altitudine) con un vortice polare risultato forte, freddo e stabile. Dati completamente differenti ad esempio sono stati raccolti nel 2019, quando il buco dell’ozono è risultato minimo. Ha sottolineato Oksana Tarasova, alla guida della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale: Le ultime due stagioni del buco dell’ozono dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità. Abbiamo bisogno di un’azione internazionale continua per applicare il Protocollo di Montreal. Il Protocollo di Montreal è un accordo internazionale volto a tutelare lo strato di ozono attraverso il divieto di produzione e consumo di quelle sostanze che ne minacciano l’integrità. Come spiegato sul sito del Ministero dell’Ambiente italiano: Il Protocollo di Montreal è lo strumento operativo dell’UNEP, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, per l’attuazione della Convenzione di Vienna “a favore della protezione dell’ozono stratosferico”. Entrato in vigore nel gennaio 1989, ad oggi, è stato ratificato da 197 Paesi tra i quali l’Italia (dicembre 1988). Il Protocollo stabilisce i termini di scadenza entro cui le Parti firmatarie si impegnano a contenere i livelli di produzione e di consumo delle sostanze dannose per la fascia d’ozono stratosferico (halon, tetracloruro di carbonio, clorofluorocarburi, idroclofluorocarburi, tricloroetano, metilcloroformio, bromuro di metile, bromoclorometano).