Sportello sostenibilità FITeL, notizie del 04/02/2021

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  • E-commerce e Food: un’unione necessaria - In Spagna la prima azienda agricola biologica a sperimentare il business online.

Naranjas Lola è il nome del business online creato da una coppia di agricoltori spagnoli che ha permesso loro di interrompere la vendita delle proprie arance attraverso intermediari. L’idea è nata a causa delle spese elevate che la vendita tramite intermediari richiede e che rendeva difficile vendere prodotti di qualità. Grazie a questa scommessa sono diventati la prima azienda spagnola a vendere arance e agrumi online. La famiglia Aparici, che coltiva agrumi da generazioni con tecniche rispettose dell’ambiente e senza utilizzare processi di conservazione artificiale, è partita da piccoli passi creando un sito web, inizialmente molto basilare, che ha permesso di iniziare la commercializzazione online dei propri prodotti. Oggi i loro clienti ricevono la frutta entro ventiquattro ore dall’ordine. A questa famiglia si attribuisce anche il merito di aver dimostrato che i prodotti biologici non devono essere per forza più costosi dei prodotti tradizionali, infatti abbattendo i costi verso collaboratori esterni è possibile allinearsi ai prezzi medi di mercato. Per questo la modalità di vendita diretta sul web è sempre più utilizzata da molti imprenditori agricoli. Grazie a questo trend in crescita la vendita online sta diventando sinonimo di prodotto di qualità e di maggiore controllo del prodotto da parte del produttore, oltre ovviamente a favorire un rapporto diretto di fiducia tra produttore e consumatore.

  • Upcycling, dare nuovo valore alla plastica riciclata - Arriva dall’Università della California la scoperta che rende possibile trasformare il polietilene in materiale adesivo. 

Gli scienziati californiani sono riusciti a creare un materiale altamente aderente a partire dal polietilene riciclato. Questo processo si chiama upcycling, e consiste nel donare nuovo valore ai materiali riciclati andando ad incentivare maggiormente il riciclo. L’obiettivo finale è quello di utilizzare materiali di scarto come i sacchetti di plastica per creare prodotti di elevato valore mantenendoli economicamente competitivi. L’innovazione californiana risiede nell’aver creato un materiale in grado di aderire in maniera forte e sorprendente all’alluminio, caratteristica solitamente complessa da ottenere. Il nuovo materiale, inoltre, è stato prodotto mantenendo inalterate le altre caratteristiche del polietilene utili a livello industriale. Nel processo classico di riciclo, infatti, la plastica viene sminuzzata e trasformata in prodotti generici e così facendo si perdono molte delle sue proprietà come la flessibilità e la facilità di lavorazione. Grazie a questa scoperta si aprono molte possibilità in diversi campi. Il nuovo materiale adesivo potrà essere d’aiuto nella creazione di protesi artificiali dell’anca e del ginocchio; potrà andare a ricoprire in sicurezza i cavi elettrici e potrà rendere più durature le componenti in plastica e metallo nei giochi per bambini.

  • Idrogeno, l’alternativa sostenibile per il trasporto - Entro il 2030 i camion a idrogeno rappresenteranno una valida alternativa per il trasporto merci su strada.

Uno studio commissionato da Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking, associazione privata che si occupa di cercare alternative green ai carburanti fossili, ha analizzato il potenziale di mercato dei camion a idrogeno. L’idrogeno offre prestazioni molto attrattive, a differenza dei camion elettrici che costituiscono un obiettivo ancora lontano. Lo studio si concentra sui camion per il trasporto merci su strada e su come renderli indipendenti dal carbone in modo da ridurre le emissioni di CO2.  L’obiettivo è rendere i camion a idrogeno una valida alternativa già nel 2030. Entro quella data in Europa si potrebbe arrivare ad evitare fino a 11 milioni di tonnellate di CO2, grazie all’utilizzo di circa 110.000 autocarri alimentati a idrogeno. Una maggiore richiesta di camion a idrogeno permetterà ai costi di produzione di abbassarsi e di raggiungere un prezzo competitivo entro il 2027,  anche grazie all’abbassarsi del prezzo dell’idrogeno. I ricercatori stimano che questi due fattori permetteranno di raggiungere la quota del 17% di camion a idrogeno presenti sulle strade entro il 2030. I ricercatori, inoltre, affermano che non ci sono veri e propri ostacoli al raggiungimento di questi obiettivi. A loro dire, le limitazioni ora presenti dal punto di vista tecnologico sono facilmente sormontabili con progetti di ricerca ad hoc. Sarà importante lavorare sulle limitazioni economiche ora presenti, in modo da consentire la commercializzazione dei camion a idrogeno.