LE ANTICHE STRADE CAROVANIERE DEI PELLEGRINI

Le strade dei pellegrini che attraversano l'Emilia-Romagna e quelle che toccano il piacentino.

Fin dai tempi antichi, il pellegrinaggio aveva il significato di un viaggio compiuto per devozione e ricerca spirituale. Sono 14 le antiche vie che ancora oggi si possono percorrere in Emilia-Romagna, importante crocevia del turismo religioso (www.emiliaromagnaturismo.it).

L'Emilia Romagna è una terra ricca di testimonianze di fede. Sono racchiuse nella sua cultura e nei luoghi di preghiera da cui si è diffuso quel sentimento religioso che ha “lastricato” le strade degli itinerari storico-religiosi che la percorrono. Per i pellegrini, un tempo, questi percorsi erano fonte di spiritualità e il segno stesso della cultura dell'accoglienza. Oggi sono anche i tesori di una mappa che conduce all’anima del territorio. Mete di turismo religioso attorno alle quali ruotano mondi riconducibili all’arte, all’esperienza sostenibile e slow, alla tradizione e alle eccellenze di una regione tutta da scoprire.

Sono due i percorsi che ancora oggi si possono percorrere nel piacentino: la "Via degli Abati" e la "Via Francigena".

La Via degli Abati, detta anche "Francigena di Montagna", partendo da Pavia, attraversa l'Appennino Tosco-Emiliano nei territori di Piacenza, Parma, Massa Carrara e nei paesi di Bobbio, Coli, Farini, Bardi, Borgotaro, Pontremoli, in direzione di Lucca e di Roma. Il tracciato, lungo complessivamente circa 195 km e più impegnativo della ben nota Via Francigena, si snoda per sentieri, mulattiere e carrarecce attraversando valli, guadi e crinali per un dislivello complessivo di oltre 5000 metri. I tratti su strade asfaltate sono la minima parte e solo nei pressi dei centri più importanti. Il cammino era stato aperto, con il supporto dei sovrani longobardi, dai monaci di Bobbio, che sin dal VII secolo lo percorrevano nei loro viaggi da Pavia e per Roma, prima che la Via Francigena di Monte Bardone (oggi Cisa), rimasta a lungo in mano ai Bizantini che ne controllavano il passaggio, assumesse il ruolo che ben si conosce. Collegato com' era con i monasteri di Gravago, Corte Torresana e San Giovanni in Pontremoli, Bobbio consentiva un controllo completo della strada per Roma attraverso l'Appennino settentrionale, dal passo del Penice al passo del Borgallo; una via usata anche per trasportare persone e prodotti dai possedimenti del Monastero in Oltrepò, Val Taro, Val Ceno e Toscana sino a Bobbio. Il percorso era utilizzato, all'andata o al ritorno, anche dai viaggiatori irlandesi, sia ecclesiastici sia laici, che nel pellegrinaggio a Roma includevano una sosta a Bobbio per una visita alla tomba di San Colombano, il grande abate irlandese fondatore della locale abbazia e padre, con San Benedetto, del monachesimo occidentale. L'Associazione "Via degli Abati" (www.viadegliabati.com), oltre a informazioni in merito all'itinerario, rilascia anche la Credenziale del Pellegrino.

La Via Francigena, anticamente chiamata Via Francesca o Romea e detta talvolta anche Franchigena, è il percorso di un pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma e costituiva una delle più importanti vie di comunicazione europee in epoca medioevale. La storia narra che fu Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, recandosi a Roma in visita al Papa Giovanni XV, a segnare l’inizio del cammino, determinando la nascita di uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio. Si sviluppa su di un percorso di 1.600 chilometri che parte da Canterbury, e arriva a Dover per attraversare la Manica; da Calais, passando per Reims, Besançon e Losanna si arriva alle Alpi che vengono passate al colle del Gran San Bernardo. Dalla Valle d'Aosta si scende a Vercelli, Pavia e si attraversano gli Appennini tra le province di Piacenza e Parma. Da Pontremoli si prosegue per Lucca, Porcari, Altopascio, San Gimignano, Poggibonsi, Siena, Viterbo per terminare a Roma. Le città attraversate dall'itinerario originale sono trentatré: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Châlons-sur-Marne, Bar-sur-Aube, Besançon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhià, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fiorenzuola d'Arda, Fidenza, Parma, Fornovo di Taro, Pontremoli, Aulla, Luni, Lucca, Porcari, Altopascio, San Genesio, San Gimignano, Siena, San Quirico, Bolsena, Viterbo, Sutri, Roma. Sigerico impiegò 79 giorni a percorrere, perlopiù a piedi, l’intero tragitto. La percorrenza media di viaggio fu quindi di 20 km circa al giorno. A partire dal 1994 la Via Francigena è stata dichiarata "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa" assumendo, alla pari del Cammino di Santiago de Compostela, una dignità sovranazionale. Per quanto riguarda la parte piacentina, chi percorreva la Romea arrivando da Pavia, faceva sosta nell'antica Pieve di Olubra, attorno alla quale si sviluppò l'odierna Castel San Giovanni. L'importanza di questa zona era dovuta all'incrocio di importanti strade: la Romea, la via Postumia e la via diretta in Val Tidone. Grande era il traffico, sia di merci che di uomini. Per tale ragione già nel XIII secolo erano presenti ben quattro ospedali: l'Ospedale di Costola, quello di S.Giacomo, l'Ospedale dei Battuti e l'Ospedale legato alla Pieve. Oltre Piacenza, la via Francigena coincide da qui in poi con vari tratti della Via Emilia e attraversa i centri di Pontenure, Cadeo, Fontanafredda, Fiorenzuola d'Arda, Castell'Arquato, Lugagnano, Velleia, Vernasca, Castelletto e Morfasso. Nello specifico per la città di Piacenza il percorso interessa, anzitutto, Piazzale delle Crociate dove, nel novembre del 1095, papa Urbano II bandì la prima crociata e dove si erge l'imponente basilica di Santa Maria di Campagna, la via omonima, piazza Borgo e la chiesa di S.Brigida. Passando, poi, per via Garibaldi si arriva nel cuore della città: Piazza Cavalli con il monumentale Palazzo Gotico e le statue equestri dei Farnese. Poco lontano imboccando via S. Antonino si può sostare ed ammirare la più antica chiesa, e attuale basilica, della città. Proseguendo per la lunga via Scalabrini ci si porta su una delle più importanti arterie della Via Francigena, la via Emilia. Essa conduce fuori dalla città passando per San Lazzaro attuale sede del seminario vescovile, del museo del collegio Alberoni, dell'università e di un convento per pellegrini. L'Associazione Europea della Vie Francigene (AEVF) rilascia la "credenziale del pellegrino" (www.viefrancigene.org) un documento che attesta che la persona che ne è in possesso sta svolgendo un pellegrinaggio verso un luogo di culto. Il pellegrino dovrà sempre averla con sé per essere identificato come tale e avere accesso alle strutture di accoglienza. In ogni luogo dove sarà ospitato riceverà un timbro, fino al completamento del cammino. Attraverso la Credenziale sarà possibile per il pellegrino ricevere la certificazione dell'avvenuto pellegrinaggio dalla competente autorità religiosa.